Comunicato stampa, Palermo, 6 maggio 2013 SCOMPARSA AGNESE PIRAINO LETO, UN’ALTRA STORIA: “LA SUA SETE DI VERITA’ RIMANE LA NOSTRA”

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Il movimento Un’altra Storia si stringe attorno alla presidente Rita Borsellino e alla famiglia tutta per la scomparsa della cognata Agnese Piraino Leto. “La sua sete di giustizia e verità purtroppo non soddisfatta è stata e sarà sempre anche la nostra, come il suo impegno e la forza mostrata in questi lunghi venti anni” . Lo dicono Alfio Foti ed Emanuele Villa, rispettivamente coordinatore regionale e cittadino di Un’altra Storia.

Grave perdita per Giovanni Ferro

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Rita Borsellino e tutti gli amici di Un'Altrastoria sono vicini a Giovanni Ferro per la morte del padre e gli sono accanto con tutto il loro affetto.

 

ALFIO FOTI CONFERMATO COORDINATORE

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“Volevamo contaminare la politica e in questo siamo riusciti, basta vedere i movimenti che si affacciano sulla scena in questo ultimo periodo, noi paghiamo cara la nostra coerenza sin dal 2006, quando con Un'altra storia, per primi, abbiamo fornito degli strumenti di partecipazione. Forse noi siamo arrivati troppo presto, anticipando delle tendenze che oggi sono più sentite. Oggi tanti movimenti usano i nostri argomenti o si sono riappropriati dei nostri slogan, finalmente ora i tempi sono più maturi”. Così Rita Borsellino ha aperto oggi il suo intervento all’Assemblea regionale del movimento Un’altra Storia a Palermo.

Nel corso dell’assemblea sono stati fissati alcuni obiettivi, fra cui un riassetto organizzativo più snello, nuovi strumenti di partecipazione e l'esigenza di ‘contrastare l'antipolitica con la politica’ cercando, all'interno della colazione del centrosinistra, gli interlocutori più vicini ai temi di interesse.  “Un'altra Storia - spiega Alfio Foti, confermato dall’Assemblea coordinatore regionale di Un'altra Storia - intende farsi interprete di quel popolo del cambiamento che non ama le etichette, le guerre di bottega, i personalismi e si ritrova su contenuti che notoriamente dividono i vertici delle organizzazioni tradizionali. Siamo un movimento plurale e molteplice – aggiunge  - più che alle sigle siamo interessati ai contenuti. Il nostro movimento non si schiererà con questa o quest'altra lista, gli aderenti sono liberi, ma lo scopo che ci siamo dati è quello di aggregare i bisogni della società e costruire risposte, rendendo continuativa questa partecipazione”.

Tra le proposte emerse nel corso dell'assemblea svoltasi a Palermo presso il circolo Arci Barcollo, la rielaborazione dei 'cantieri municipali’, pensati per dare voce alle istanze del territorio e per promuovere gli spazi di partecipazione e la stesura di una nuova carta regionale. L'assemblea ha confermato Alfio Foti coordinatore regionale del Movimento e ha eletto presidente dell’Assemblea regionale,  Emanuele Villa insieme alle vice Presidenti Antonella Leto e Maria Tomarchio. Approvate anche le nomine dei membri del gruppo di servizio (Antonino Palmeri, Giovanni Ferro,  Francesca Grasta, Giulio Campo, Viviana La Rosa, Tiziana Lanza) e dei  responsabili per la formazione regionale del movimento (Emanuele Villa, Pina Ancona e Angela Solaro). Rimodulate inoltre le sette aree tematiche a cui fanno riferimento i gruppi di partecipazione locale: Politiche agricole (referente: Antonio Bufalino), Beni culturali (Carmela Cappa), Politiche educative (Maria Tomarchio), Sviluppo economico (Virgilio Bellomo), Politiche della Salute e Welfare (Renato Costa), Politiche economiche  (Giuseppe Nobile). Costituito inoltre un forum interno a Un’altra Storia sulle reti delle piccole imprese  (Angelo Vasta e Gaetano Bonanno).

Carta Regionale Sicilia 2016

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Premessa


Un 'Altra Storia è un'associazione di promozione sociale costituita con atto notarile.

Lo Statuto prevede la definizione e l'adozione di Carte Regionali che ne regolamentano la vita in ogni regione e ne garantiscono la caratteristica di soggetto di MOVIMENTAZIONE SOCIALE aperto.

Il Movimento Un' Altra Storia nasce con la candidatura di Rita Borsellino a Presidente della Regione Siciliana con l' obiettivo - raggiunto - di elaborare il “programma partecipato” di Rita Presidente. Nel 2006 cittadine e cittadini siciliani furono invitati a costruire il programma elettorale per Rita Presidente, provando a trasferire bisogni, speranze, competenze, progetti, identità, volontà di cambiamento di una società come quella siciliana che credeva - e siamo certi crede ancora - nella legalità e nella democrazia. Con l'esperienza dei Cantieri, sorti spontanei in molti comuni e territori della Sicilia, cittadini militanti nei partiti e nelle associazioni, ma in gran parte al di fuori dei partiti e sopratutto moltissimi giovani espressero nel programma partecipato i punti fondamentali per governare una Sicilia rinnovata. Si trattava in sostanza di valorizzare l'apporto di cittadine/i e dei territori, all'interno del quadro valoriale ed istituzionale definito dai “padri costituenti”. Non si trattava però di un apporto di tipo istituzionale, sebbene questo fosse mancato in tanti anni di autonomia speciale che ha portato a risultati oscillanti tra un incoerente rivendicazionismo economico (finalizzato al finanziamento di strumenti di consenso attraverso politiche clientelari) e la sostanziale accondiscendenza a sistemi politico-affaristico-mafiosi. La vittoria alle primarie di Rita Borsellino con il contributo e la partecipazione di tanti cittadini alla costruzione del programma, assunse il significato profondo di un progetto di democrazia partecipata, scritta da tanti con la consapevolezza di sentirsi protagonisti. Questo momento di rivoluzione democratica è confluito nel Movimento Un'altra Storia.

L'idea guida di Un’Altra Storia Siciliana era e rimane quindi quella di favorire l' irrompere nello spazio della politica - intesa esclusivamente come impegno gratuito a costruire il BENE COMUNE - delle cittadine e dei cittadini attraverso un sistema diffuso di partecipazione che consenta un reincontro della politica col quotidiano delle persone e una sostanziale rigenerazione della democrazia, caratterizzata da scarsa intensità nella sua forma rappresentativa tradizionale.

In tal senso occorre RI-DEMOCRATIZZARE la democrazia. Essa nella sua forma attuale appare fittizia, condizionata pesantemente dai poteri forti , basata sulla privatizzazione del bene pubblico da parte di elites più o meno ristrette, sulla distanza sempre più crescente tra rappresentanti e rappresentati e su politiche di esclusione sociale e negazione dei diritti di cittadinanza.

Il tema della democrazia ha caratterizzato il lavoro di Un' Altra Storia dalla sua nascita, individuando nel CANTIERE l'elemento operativo di presenza nel territorio. Esso si prefigura come luogo di aggregazione, di partecipazione attiva di cittadine e cittadini, di progettazione, di microazione, di effettivo cambiamento sociale.

Il Cantiere è pensato in maniera flessibile, aperto, in grado di modulare la sua organizzazione a livello locale, distrettuale, regionale a seconda delle problematiche e istanze presenti nei territori . E un luogo in cui scambiare saperi per farli divenire patrimonio comune al servizio della comunità locale.

Altro elemento fondante di Un’Altra Storia stava e sta nell' esigenza di dotarsi di nuovi paradigmi per leggere la realtà ed essere protagonisti del mondo in cui si vive.

Di fronte ad una società debole, frammentata, parcellizzata, condizionabile e ricattabile, quale quella siciliana, si rende necessario che il popolo riprenda la Coscienza del suo essere

e insieme la coscienza di luogo, tale da puntare prioritariamente alla crescita qualitativa locale, riconoscendone i valori, i suoi giacimenti patrimoniali, la sua identità, tutte condizioni per l'affermazione di forme di autonomia e autogoverno.

E’ proprio per questo motivo che una delle attività prioritarie sarà la promozione di una “Scuola di Formazione politica per la promozione dei beni comuni e lo sviluppo della cittadinanza attiva” che accompagnerà il cammino di Un’Altra Storia per comprendere meglio la società attuale e per poter partecipare da cittadini protagonisti alla vita politica con maggiore consapevolezza.

La sostenibilità' nei processi riguardanti la sovranità' alimentare ed energetica, il governo collettivo dei BENI COMUNI, i modelli produttivi e di consumo fondati sulla valorizzazione delle risorse locali, l' inclusione sociale, rappresentano il presupposto per trasformare il modello di sviluppo, non più assistito ed etero diretto ma autocentrato e capace di produrre relazioni solidali dentro le comunità e tra comunità diverse.

Dentro tale contesto la democrazia partecipativa non rappresenta più esclusivamente potenziamento della democrazia, ma diventa vero e proprio strumento di liberazione della vita quotidiana, della vita collettiva, dalle sovradeterminazioni e coazioni del mercato e delle sue leggi.

Questo significa mettere al centro la questione del BENE ESSERE, non riducibile alla sola condizione economica, ma alla qualità' complessiva dell'esistenza di ognuna e ognuno. La partecipazione significa quindi pratica ordinaria di governo mirata alla condizione di benessere e di felicità collettiva. In Sicilia diventa pure strumento indispensabile per scardinare definitivamente il sistema clientelare-mafioso che da anni opprime la Regione e il suo popolo.

Un'Altra Storia quindi SOGGETTO DI MOVIMENTAZIONE SOCIALE e i suoi aderenti veri e propri ANIMATORI TERRITORIALI attivi per la costruzione della SOCIETÀ' DI GIUSTIZIA.

Diventa necessario costruire TRAME DI COMUNITÀ' tra le persone che costituiscono quel POPOLO DELLA DIGNITÀ' E DELLA GRATUITÀ' che esiste, ma che non è in relazione e non ha protagonismo nelle forme tradizionali di rappresentanza e nelle organizzazioni politico – partitiche. Ed è' altrettanto necessario creare interazione tra le esperienze collettive più significative operanti nel territorio siciliano, favorendo il loro accesso ad una DIMENSIONE PROGETTUALE COMUNE in grado di proporre/imporre un'agenda politica legata ai bisogni reali di cittadine e cittadini .

Da qui l' esigenza di:

  • attivare strumenti di ascolto e valorizzazione delle espressioni di cittadinanza attiva e dei saperi diffusi;

  • estendere i tavoli di programmazione negoziale alle molteplici rappresentanze di interessi presenti nella società', a partire dagli attori deboli e sotto rappresentati;

  • costruire e sostenere luoghi dove aggregare la domanda sociale e favorire processi di partecipazione collettiva;

  • ridare valore centrale ai BENI COMUNI , dotati di autonomia rispetto ai beni privati e pubblici, individuando per essi forme di gestione collettiva e comunitaria.

Tutto ciò comporta un cambiamento profondo della forma politica: non si partecipa soltanto per indicare ad altri cosa dovrebbero fare ( elezioni , referendum , ecc ) ma si partecipa per continuare a produrre il proprio ambiente di vita e relazione, creando nuovi intrecci tra attività' individuali e finalita' sociali della produzione e del consumo.

IL MODELLO ORGANIZZATIVO DI UN’ALTRA STORIA SICILIA

Il modello organizzativo di Altra Storia Sicilia si pone in coerenza con quanto sperimentato dalla sua costituzione con la costruzione del programma partecipato di Rita Presidente .

L'obiettivo è quello di fare di Un’Altra Storia una COMUNITÀ in cui le SOGGETTIVITA' con le differenze di cui sono portatrici possano esprimersi liberamente, in cui percorsi di liberazione personale diventino riferimenti di processi di liberazione collettiva, in cui la COOPERAZIONE ORIZZONTALE venga vissuta come insostituibile BENE RELAZIONALE.

La RELAZIONE, L'INTERAZIONE, la RECIPROCITÀ, insieme alla capacità di ridare senso e valore alla GRATUITÀ e al PIACERE DEL SERVIZIO alla COLLETTIVITÀ, rappresentano ingredienti decisivi per attuare una vera RIFORMA DELLA POLITICA e ridare speranza all'agire quotidiano mirato alla costruzione della SOCIETÀ' DI GIUSTIZIA.
Il modello ha necessariamente forma dinamica. Esso si modificherà in base a come Un’Altra Storia si svilupperà e si radicherà' nel territorio. In questa fase di rilancio diventa necessario che esso sia snello e agile e favorisca la partecipazione attiva di tutte e tutti alla
co-costruzione del percorso.


GRUPPI TERRITORIALI DI UN’ALTRA STORIA

Rappresentano l'asse portante del progetto.

Sono formati dai soci attivi di Altra Storia su territori a vocazione omogenea ( municipale o distrettuale ). Essi vengono proposti dai soci o aspiranti tali al gruppo di servizio regionale che ne disciplina l'accoglienza ai sensi dello statuto nazionale di Altra Storia.
I gruppi territoriali agiscono in autonomia sul territorio di competenza all'interno del quadro di riferimento valoriale e programmatico di Altra Storia e sono responsabili dell' adesione di nuovi soci.

I partecipanti all'assemblea regionale di Un’Altra Storia del nove Aprile a Palermo rappresentano, con riferimento ai territori di provenienza, i primi gruppi territoriali costituiti e riconosciuti.

I gruppi territoriali promuovono CANTIERI locali su tematiche specifiche permanenti o temporanei, aperti alla cittadinanza e quindi non riferiti esclusivamente agli aderenti ad Altra Storia. In tal senso svolgono azione di ANIMAZIONE TERRITORIALE, promuovendo spazi di partecipazione e protagonismo di cittadine e cittadini.


ASSEMBLEA REGIONALE DI UN’ALTRA STORIA

L'assemblea e' composta da tutti i tesserati ad Un’Altra Storia sul territorio regionale.
Essa viene convocata ordinariamente due volte l'anno per la verifica e programmazione delle attività e per assolvere agli adempimenti previsti dalla Carta Regionale.
Può essere convocata ogni qualvolta lo ritenga opportuno il gruppo di servizio o il 5 per cento dei soci.

Le decisioni avvengono attraverso il metodo della democrazia deliberativa cioè a dire attraverso un lavoro costante di ricerca per la condivisione progettuale e programmatica.

Qualora il presidente dell'assemblea lo ritenga necessario le decisioni possono essere assunte con votazione palese e col consenso della maggioranza dei presenti.

L'assemblea e' presieduta da un presidente eletto dall'assemblea stessa.

L' assemblea assolve al compito di ridefinire ed approvare annualmente la carta regionale .
L'assemblea approva i bilanci preventivo e consuntivo.

L' assemblea individua uno o più coordinatori di Altra Storia ed elegge il gruppo di servizio regionale.

GRUPPO DI SERVIZIO REGIONALE

Il gruppo di servizio regionale viene eletto dall'assemblea regionale .
Il gruppo di servizio ha il compito di rendere esecutive le decisioni dell'assemblea regionale e coordinare il
quotidiano del movimento.
Il gruppo di servizio convoca l' Assemblea Regionale.
Il gruppo di servizio legittima la costituzione dei gruppi territoriali di Altra Storia e gestisce il tesseramento e l' organizzazione attraverso un responsabile .
Il gruppo di servizio rappresenta, quando necessario, Altra Storia nei confronti di soggetti esterni a livello regionale

CANTIERI TEMATICI REGIONALI

Assolvono alla funzione di osservatorio delle attività' del governo e del parlamento regionale e di elaborazione e proposta con riferimento ai campi di intervento dell'ente Regione. .
Garantiscono competenze ed esperienze a supporto dei gruppi territoriali di Un’Altra Storia.
I cantieri tematici esprimono uno o più referenti e sono composti, oltre che dai soci interessati e competenti, da esperti di settore o soggetti interessati.

La durata della Carta regionale è di un anno.