Parte la Scuola di formazione politica Alberto Tulumello

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Come vi avevamo preannunciato a Palermo il 9 aprile all'assemblea regionale del movimento si avvia la Scuola di Formazione politica Alberto Tulumello per la promozione dei beni comuni e lo sviluppo della cittadinanza attiva.
 
La presentazione della Scuola e del programma 2016-2017, considerato che l’asse portante è la Costituzione e si intende partire dai suoi principi fondamentali riletti e rivalorizzati alla luce del contesto attuale, avverrà con una lectio magistralis che sarà tenuta dal Prof. Luigi Ferrajoli sul tema "La Costituzione oggi tra punti fermi, limiti, potenzialità e grandi incompiute" che si svolgerà venerdì 16 settembre 2016. Questo primo incontro, che si svolgerà a Palermo, sarà aperto alla cittadinanza. Il calendario e il programma li trovate nella scheda allegata.
 
Da questo momento sono aperte le iscrizioni ed è necessario che ogni gruppo locale di Un'altra storia pubblicizzi l'iniziativa, informi gli associati, i simpatizzanti, i giovani potenziali fruitori della Scuola cui essa è prioritariamente rivolta. Il nostro obiettivo, infatti, è che almeno il 50% degli iscritti (pensiamo max 50) sia al di sotto dei 40 anni. Vi invitiamo pertanto ad aderire e a fare aderire alla Scuola intanto i giovani dei vostri gruppi locali e poi tutte quelle persone che ritenete potenzialmente interessate a formarsi/riformarsi alla Politica con la P maiuscola.
 
Inviate al più presto le schede di iscrizione all'indirizzo mail  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  utilizzando il modulo allegato per potere costituire il gruppo degli iscritti entro i primi di settembre.
 
 
                                                              Il gruppo di lavoro scuola A.Tulumello
 
 
programma
 
 
Allegati
 

BASTA!

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E' morto Antonino.
Poteva essere Lina, Filippo, potevo essere io, potevi essere tu.
A distanza di un anno dalla morte di Maria Mercurio ancora una morte che forse poteva essere evitata!
Una morte che poteva essere evitata se alle chiacchere, alle passerelle, alle sceneggiate di alcuni amministratori, piccoli servi che hanno difeso gli interessi di un potere feroce, fossero seguite azioni concrete, se alle promesse millantate ai tavoli di concertazione alla Regione fossero seguiti i provvedimenti attuativi.
Un territorio vasto come il comprensorio ionico etneo viene defraudato del suo Presidio Ospedaliero barattato dai nostri politici locali per favorire altri ospedali, Acireale e Bronte, meglio sponsorizzati da politici più qualificati. Razionalizzare la sanità per evitare gli sprechi ci hanno detto ma un presidio ospedaliero come quello di Giarre chiude inesorabilmente, tanto a chi interessa mantenerlo?
La gestione privata della sanità nelle cliniche private della provincia di Catania, può facilmente sopperire all'abbandono ed allo sfascio programmato e razionalizzato del pubblico. Ai tavoli di concertazione avevano promesso ambulanze medicalizzate con a bordo un medico rianimatore e un presidio ospedaliero salvavita, capace di intervenire sulle urgenze per poi dirottarle ad altri presidi.
Ma Antonino, arrivato con un codice rosso, è morto attendendo cure, l'ambulanza era sprovvista di uno strumento indispensabile per eseguire un elettrocardiogramma, così come Maria morta aspettando i soccorsi.
Aspettando un destino già scritto per tanti ancora.
Una sanità malata in Italia, una sanità che non garantisce il diritto alla salute, in Sicilia una sanità condizionata in cui le figure politiche degli assessori fanno i conti ogni giorno con dirigenti corrotti, con i privilegi di pochi, con gli interessi di una privatizzazione spietata. Gli assessori avevano promesso la casa della salute, la rifunzionalizzazione, il
cronoprogramma, ne sappiamo qualcosa?
Intanto si torna alle urne a Giarre con la promessa che l'ospedale sarà il primo punto da attuare per tutti i candidati sindaci!
Speranze, parole, programmi elettorali appunto.
Si faranno i funerali ad Antonino, si scriverà e si parlerà di volontà di lottare. Noi di Un'Altra Storia non ci siamo mai sottratti, c'eravamo durante la raccolta delle firme per l'ospedale già nel 2010, eravamo tra quanti protestavano contro la razionalizzazione della sanità il giorno della grande passerella di Livia Turco, di Anna Finocchiaro e consorte,
era chiaro che il destino dell'ospedale di Giarre era già scritto allora.
Vicini alla famiglia Gulisano, a Sebastiano, giornalista e amico, hai dalla tua il coraggio della parola, la parola che diventa coraggio e strumento di lotta per tutti e nella battaglia comune per rivendicare il diritto di tutti alla vita ti saremo vicini.
Solo con il ripristino della legalità e della meritocrazia, da sempre baluardi per una società più giusta e democratica, metteremo fine a questi lutti.
 
                                                                                    Un’Altra Storia
                                                                              Comitato Ionico Etneo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ritorna il Racconto dell'Acqua

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 L immacolata tempera su muro del XVII secolo dei Funtaneddi. La sorgente è conosciuta col nome o Paradisu

Il racconto dell'acqua è ricominciato

Domenica 19 Aprile il Movimento Un'altra Storia, il WWF Jonico Etneo ed il Centro Beni Comuni Sicilia hanno proposto a tutti gli amici un percorso guidato ai sistemi storici di fruizione delle risorse idriche nel territorio ionico etneo con la finalità di dare impulso tra i cittadini ad un processo di democrazia partecipata per favorire il valore della condivisione del bene comune e la gestione collettiva delle risorse, sia quelle naturali che quelle create dall'uomo nel corso dei millenni di presenza nel territorio jonico etneo. L’acqua, come risorsa insostituibile per l’uomo e come bene per uso privato e collettivo, i sistemi storici per captarla, canalizzarla, irrigare devono essere conosciuti per comprendere come la gestione dell’acqua da sempre abbia caratterizzato l’economia del territorio ionico etneo incidendo anche sul paesaggio percettivo, sulla flora e sulla fauna.

Alfio Foti, presidente del Centro Beni Comuni Sicilia e coordinatore del Movimento un'Altra Storia ha sottolineato come l'iniziativa si propone la finalità di ritrovare il valore e la centralità dell'acqua come bene comune a valenza collettiva da gestire attraverso forme di partecipazione popolare. Tale iniziativa si inserisce nel contesto più ampio di un impegno che mira a dare una prospettiva di reale cambiamento alla nostra regione cosi martoriata puntando decisamente sul protagonismo delle persone esclusivamente coinvolte nella valorizzazione, nella tutela e nella ricostruzione del bene comune. In questo senso la riscoperta delle risorse idriche costituisce un segno forte di speranza per ridare dignità alle persone che da protagonisti vogliono insieme costruire percorsi fondati sulla giustizia sociale.