BASTA!

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E' morto Antonino.
Poteva essere Lina, Filippo, potevo essere io, potevi essere tu.
A distanza di un anno dalla morte di Maria Mercurio ancora una morte che forse poteva essere evitata!
Una morte che poteva essere evitata se alle chiacchere, alle passerelle, alle sceneggiate di alcuni amministratori, piccoli servi che hanno difeso gli interessi di un potere feroce, fossero seguite azioni concrete, se alle promesse millantate ai tavoli di concertazione alla Regione fossero seguiti i provvedimenti attuativi.
Un territorio vasto come il comprensorio ionico etneo viene defraudato del suo Presidio Ospedaliero barattato dai nostri politici locali per favorire altri ospedali, Acireale e Bronte, meglio sponsorizzati da politici più qualificati. Razionalizzare la sanità per evitare gli sprechi ci hanno detto ma un presidio ospedaliero come quello di Giarre chiude inesorabilmente, tanto a chi interessa mantenerlo?
La gestione privata della sanità nelle cliniche private della provincia di Catania, può facilmente sopperire all'abbandono ed allo sfascio programmato e razionalizzato del pubblico. Ai tavoli di concertazione avevano promesso ambulanze medicalizzate con a bordo un medico rianimatore e un presidio ospedaliero salvavita, capace di intervenire sulle urgenze per poi dirottarle ad altri presidi.
Ma Antonino, arrivato con un codice rosso, è morto attendendo cure, l'ambulanza era sprovvista di uno strumento indispensabile per eseguire un elettrocardiogramma, così come Maria morta aspettando i soccorsi.
Aspettando un destino già scritto per tanti ancora.
Una sanità malata in Italia, una sanità che non garantisce il diritto alla salute, in Sicilia una sanità condizionata in cui le figure politiche degli assessori fanno i conti ogni giorno con dirigenti corrotti, con i privilegi di pochi, con gli interessi di una privatizzazione spietata. Gli assessori avevano promesso la casa della salute, la rifunzionalizzazione, il
cronoprogramma, ne sappiamo qualcosa?
Intanto si torna alle urne a Giarre con la promessa che l'ospedale sarà il primo punto da attuare per tutti i candidati sindaci!
Speranze, parole, programmi elettorali appunto.
Si faranno i funerali ad Antonino, si scriverà e si parlerà di volontà di lottare. Noi di Un'Altra Storia non ci siamo mai sottratti, c'eravamo durante la raccolta delle firme per l'ospedale già nel 2010, eravamo tra quanti protestavano contro la razionalizzazione della sanità il giorno della grande passerella di Livia Turco, di Anna Finocchiaro e consorte,
era chiaro che il destino dell'ospedale di Giarre era già scritto allora.
Vicini alla famiglia Gulisano, a Sebastiano, giornalista e amico, hai dalla tua il coraggio della parola, la parola che diventa coraggio e strumento di lotta per tutti e nella battaglia comune per rivendicare il diritto di tutti alla vita ti saremo vicini.
Solo con il ripristino della legalità e della meritocrazia, da sempre baluardi per una società più giusta e democratica, metteremo fine a questi lutti.
 
                                                                                    Un’Altra Storia
                                                                              Comitato Ionico Etneo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ritorna il Racconto dell'Acqua

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 L immacolata tempera su muro del XVII secolo dei Funtaneddi. La sorgente è conosciuta col nome o Paradisu

Il racconto dell'acqua è ricominciato

Domenica 19 Aprile il Movimento Un'altra Storia, il WWF Jonico Etneo ed il Centro Beni Comuni Sicilia hanno proposto a tutti gli amici un percorso guidato ai sistemi storici di fruizione delle risorse idriche nel territorio ionico etneo con la finalità di dare impulso tra i cittadini ad un processo di democrazia partecipata per favorire il valore della condivisione del bene comune e la gestione collettiva delle risorse, sia quelle naturali che quelle create dall'uomo nel corso dei millenni di presenza nel territorio jonico etneo. L’acqua, come risorsa insostituibile per l’uomo e come bene per uso privato e collettivo, i sistemi storici per captarla, canalizzarla, irrigare devono essere conosciuti per comprendere come la gestione dell’acqua da sempre abbia caratterizzato l’economia del territorio ionico etneo incidendo anche sul paesaggio percettivo, sulla flora e sulla fauna.

Alfio Foti, presidente del Centro Beni Comuni Sicilia e coordinatore del Movimento un'Altra Storia ha sottolineato come l'iniziativa si propone la finalità di ritrovare il valore e la centralità dell'acqua come bene comune a valenza collettiva da gestire attraverso forme di partecipazione popolare. Tale iniziativa si inserisce nel contesto più ampio di un impegno che mira a dare una prospettiva di reale cambiamento alla nostra regione cosi martoriata puntando decisamente sul protagonismo delle persone esclusivamente coinvolte nella valorizzazione, nella tutela e nella ricostruzione del bene comune. In questo senso la riscoperta delle risorse idriche costituisce un segno forte di speranza per ridare dignità alle persone che da protagonisti vogliono insieme costruire percorsi fondati sulla giustizia sociale.

Coalizione Sociale

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Debutta oggi il movimento guidato da Maurizio Landini: «Via il Jobs Act, servono nuovi diritti». Libera, Arci, Emergency, Anpi, Articolo 21, Un'Altra Storia. La società civile si scommette di nuovo assieme al sindacato.

Quei morti pesano sulle nostre coscienze

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superstiti 19 aprile 2015 su nave gregoretti

...è una tragedia devastante. Esprimo cordoglio e vicinanza alle famiglie delle vittime e sono grata a tutti coloro che si sono impegnati per i soccorsi. Ma quello che provo in questo momento è soprattutto rabbia e vergogna. Dinanzi ai giganteschi flussi di migranti che attraversano il Mediterraneo, l’Italia non può essere lasciata da sola. Da anni io e altri colleghi del Parlamento europeo chiediamo con forza che l’Unione attivi misure efficaci per prevenire tali disastri. Misure che coinvolgano tutti gli Stati membri. Occorre potenziare i soccorsi in mare così come è di vitale importanza agire sul fronte della cooperazione internazionale con i paesi transfrontalieri per una gestione dei flussi che rispetti i diritti umani. Finora, purtroppo, la Commissione europea ha attuato politiche insufficienti. Con risultati tragici di cui non può non assumersi la responsabilità”.

Queste sono le affermazioni di Rita Borsellino, in riferimento alla strage di Lampedusa dellottobre del 2013, tristemente attuali oggi dopo lennesima strage di migranti che ha portato, nel Canale di Sicilia, alla morte di più di 900 esseri umani, nella notte tra il sabato 18 e la domenica 19 aprile. Il Mediterraneo si conferma fossa comune, non solo di quei morti, ma anche delle coscienze degli europei. Non vogliamo che un tema così importante rientri nel circolo dellindifferenza politica e mediatica, ma proponiamo soluzioni pratiche chiedendo a tutti di evitare speculazioni e opportunismi politici.

Già dal 2013, in sintonia con lallora Capo del Governo Enrico Letta e a molti altri parlamentari europei, avevamo pensato alla creazione a Palermo, di una Agenzia Comunitaria per gli Immigrati e i Rifugiati, che avesse il compito di uniformare le politiche dei Paesi membri della Comunità Europea e di avviare nel Mediterraneo strategie di cooperazione fra i popoli, controllo delle frontiere e soccorso ai migranti.

Altro punto fondamentale per noi resta il superamento dei patti di Dublino III, che pongono i Paesi del Sud dellEuropa in condizione di emergenza continua verso il flusso costante di migranti.

Crediamo che solo una reale cooperazione tra i Paesi europei e mediterranei, basata sullaccoglienza, la solidarietà e i valori fondanti del nostro vivere civile possa portarci a non ripetere, costantemente, tali disumane tragedie, in cui chi fugge da fame, guerre e persecuzioni debba barattare la traversata in mare, non solo al prezzo del danaro pagato ai trafficanti di morte, ma anche al prezzo della propria vita.

Palermo, 20 aprile 2015

 Alfio Foti                                 Rita Borsellino

 

Sfiducia a Barcellona PG: piena e totale solidarietà e vicinanza a maria Teresa Collica

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MARIATERESA COLLICA

Un’AltraStoria esprime la propria posizione di contrarietà verso il voto di sfiducia al Sindaco di Barcellona Pozzo di Gotto che si è registrato ieri nella città del messinese e comunica piena e totale solidarietà al Sindaco Maria Teresa Collica.

Una donna che ha saputo in questi anni di amministrazione, con coraggio, passione e amore civico portare nella propria città al centro del dibattito politico i temi della legalità, dell’antimafia reale e della trasparenza.

Il Sindaco di Barcellona ha la “colpa politica” di voler rispettare il proprio programma elettorale, la coalizione che l’ha portata alla vittoria e la cittadinanza. In questi anni forti e pesanti sono stati gli attacchi sia all’interno del Consiglio Comunale che all’esterno.

L’atto politico consumato ieri da parte dei consiglieri di Dr, parte del Pd, Udc e altri raccoglie 21 voti di sfiducia e palesa in tutta la sua evidenza la complementarietà in Sicilia tra un Centro-Sinistra sempre più lontano dai bisogni dai cittadini e una Destra affarista, uniti ancora una volta nel capovolgere la volontà popolare.

A Maria Teresa Collica a nome di tutti i circoli di Un’AltraStoria va il nostro appoggio totale e incondizionato e la richiesta di voler rinnovare il patto civico con i suoi concittadini contro i tentativi di trasformismo politico e della peggior restaurazione oggi in atto a Barcellona. Siamo disponibili ad essere al suo fianco e al fianco di tutti i barcellonesi onesti, a testa alta, durante la prossima campagna elettorale di primavera, per costruire, insieme, una forte coalizione sociale che abbia al centro i valori della solidarietà, dello sviluppo sostenibile, del risanamento amministrativo e della giustizia sociale.

                                               Alfio Foti                                                                                               Rita Borsellino